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Calliphora: borse e accessori fatti a mano

by Col Cavolo

Calliphora non è solo borse, ma anche accessori e voglia di inventarsi continuamente. Intervistiamo la creatrice per scoprire cosa c’è dietro quel nome

Ho conosciuto Michela grazie ad uno swap natalizio tra instagrammer.
La missione era “fai un regalo ad una persona, senza conoscerla, ma cercando di capirne i gusti”. Ecco, lei mi ha mandato una pochette rosa.
Colpita e affondata.

Succesivamente ho acquistato da lei lo zaino, compagno di mille avventure e viaggi, fino a trovarmi nella cassetta della posta lei: la clutch, il prototipo.
Grazie a quella pochette è nata un’amicizia e oggi voglio prensentarvela.
Anzi, voglio che lei si presenti direttamente a voi.

Michela, classe 1987, voglia di studiare sempre poca, voglia di fare e creare sempre tanta. Ho intrapreso gli studi di architettura a Firenze, uscita dal liceo artistico credevo fosse la mia strada.

Poi mi sono fermata a metà, insoddisfatta. Avevo voglia di fare e non di leggere e stare sui libri. Così mi misi a cercare lavoro: prima come disegnatrice di arredamento (ero più una scalda sedia) poi come commessa, il lavoro che più mi è piaciuto. Sono sempre stata una persona chiusa e timida ed avevo paura che questo non facesse per me, ma sono stata piacevolmente sorpresa quando ho visto che mi veniva naturale interagire con il cliente e aiutarlo a scegliere un regalo per se o per altri.

Comunque in tutte queste esperienze lavorative c’era qualcosa che mi andava stretto, così ho sempre cercato un rifugio.
Prima con la fotografia, poi la grafica, il lavoro a maglia, un blog, alla fine a maggio 2016 ho comprato la mia prima macchina da cucire.
A differenza di molte mie colleghe che hanno imparato da piccole vicino a figure materne e nonne, io ho sempre guardato le mie da lontano senza mai toccare ago e filo (sembra strano ma tutt’ora non so cucire a mano).
Quando ho avviato per la prima volta la mia pfaff pensavo mi risucchiasse la mano, ma alla fine ho avuto la meglio.
Così ho iniziato con i primi tutorial su youtube, cucivo e cucivo, poi il primo zaino, mille errori, tante critiche per un prodotto non qualitativamente all’altezza.

calliphora

Nel marzo 2017, quasi a distanza di un anno, avevo Calliphora, cucivo borse e cominciavo a collaborare con i primi negozi. Questa esperienza però mi ha li per li offesa, per commenti che non mi aspettavo, poi mi ha fatto riflettere. La qualità prima di tutto. Così ho iniziato a fare ricerche, cercando materiali qualitativamente migliori, sostituendo l’eco pelle alla vera pelle, i tessuti da tappezzeria a tessuti più sostenuti e adatti all’uso di tutti i giorni per una borsa, a fodere più adatte.

A Giugno, proprio per il mio 30esimo compleanno, è arrivata la mia Adler a braccio.
La Pfaff aveva fatto molto ma era l’ora di mandarla in pensione, non era adatta al progetto di brand che stavo costruendo. Via via che cucivo zaini, via via la mia cura ai dettagli, alle cuciture perfette, alla precisione di taglio della pelle cresceva. Da ogni modello che ho cucito ho imparato qualcosa, ho fatto errori e ho perfezionato, osservavo il modello finito e sapevo che potevo fare ancora di più. Così ad ottobre persi il treno e raggiunsi Salvatore a Roma per un corso intensivo.. lui mi ha migliorata in alcune cose, ma mi ha confermato che tutto quello che avevo imparato finora da sola era giusto, questa è stata la soddisfazione più grande.

calliphora

Quindi se mi chiedi perché e come è nato il mio brand non so risponderti, non c’è una risposta giusta o sbagliata.
Calliphora è nato per soddisfare la mia voglia di creare, il bisogno di fare borse invece si è evoluto da se e ringrazio il destino per quello. Guardo indietro ad un anno fa e mi dico: se non avessi avuto nel sangue questo mestiere non avrei mai imparato a fare tutto questo in così poco tempo, no?
Lotto ogni giorno con i commenti di chi dice che con questo non si può vivere, è meglio un posto fisso, magari in comune o altro, ma se mi metti dietro ad una scrivania io soffoco. Preferirei scappare via, prendere un aereo e sparire!

Lo sviluppo che sta prendendo Calliphora è dettato dalla voglia di offrire un prodotto fatto a mano ma che sia all’altezza di un’azienda vera, come se uscisse dalle migliori firme. Calliphora vuole puntare sulla qualità, sul suo design che la distingue e non sui numeri e soprattutto non vuole essere uguale a nessuno. So che questo porta ore di lavoro su un unico modello ma credetemi, quando finisco di costruire una mia creatura c’è un’emozione enorme. La tote bag ne è la prova, con lei credo di aver raggiunto le mie aspettative.

In programma ho tanti progetti, materiali nuovi da scoprire e modelli di borse fuori dagli schemi. Calliphora continuerà a stupirsi e a migliorare fino a quando questo sogno continuerà a vivere e svilupparsi. Adesso non ti resta che vederne una dal vivo!

calliphora

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