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Estate, tempo di recuperi seriali

by Eugenia Fattori

Estate: cinque serie lunghe e belle da recuperare, approfittando del relax delle vacanze

Non c’è nulla di meglio, per occupare i lunghi pomeriggi d’ozio estivi, di una bella maratona televisiva: comodi sul vostro divano, o su quello della casa al mare, con aria condizionata o ventilatore acceso, da soli o in buona compagnia, potrete usare il tempo libero per vedere una di quelle serie che avreste sempre voluto recuperare: quelle di cui tutti parlano, che sono un punto di riferimento perché belle e divertenti, ma con così tanti episodi che durante l’anno non avete mai avuto il coraggio di affrontarle.

The Good Wife, per esempio, che è un classico ormai della televisione generalista americana andato in onda su CBS dal 2009 al 2016 e in Italia dal 2010 su Rai2. Con le sue sette stagioni da 22 episodi, oggi la trovate integralmente su Netflix ed è uno di quei colossi che se non li si è mai visti, fanno paura per la quantità di materiale da recuperare; eppure, The Good Wife vale lo sforzo, perché è una delle serie più appassionanti, intelligenti e divertenti degli ultimi dieci anni di TV. La storia è quella di Alicia Florrick, moglie tradita di un procuratore, che quando questo viene arrestato per corruzione deve ricostruirsi vita e carriera, andando a lavorare come avvocato nello studio di Will, ex compagno di università ed ex spasimante. Nei suoi sette anni di messa in onda, The Good Wife è riuscito a coniugare una fortissima storia orizzontale – quella della graduale indipendenza di Alicia e della sua ricerca di una equilibrio tra il ruolo della moglie di un politico, quello dell’avvocatessa in carriera e la fortissimna attrazione per Will – con una serie di trame verticali legate alla sua natura di legal drama, con una fortissima attinenza con la contemporaneità.

Oppure potreste approcciare Parks and Recreation, comedy da sette stagioni e 125 episodi che trovate su Amazon Prime. Il suo creatore, Michael Schur, è uno dei più grandi talenti di NBC (che ha creato anche la versione americana di The Office, Broooklyn Nine-Nine e The Good Place) e la serie – realizzata con la tecnica del falso documentario – racconta di un gruppo di persone che lavorano al dipartimento per la manutenzione dei parchi pubblici. L’apparente inconsistenza della trama genera invece una commedia esilarante, tutta incentrata sulle assurde dinamiche della vita d’ufficio e su una serie di caratteri sopra le righe, perfettamente disegnati, improbabili ed esilaranti e arricchiti da battute sarcastiche, veri e propri tormentoni dall’efficacia eccezionale. Parks and Rec, come la chiamano i fan, è una serie corale che ha generato un vero e proprio culto tra i fan e che di stagione in stagione accresce il proprio fascino.

Per gli appassionati di western e in generale dei drama americani con una propensione al pulp, Justified sarà invece la scelta perfetta: nato dal racconto Fuoco in Buca di Elmore Leonard, contenuto nella raccolta Quando le donne aprono le danze, ha come protagonista lo U.S. Marshall Raylan Givens, interpretato dal bravissimo (e bello) Timothy Olyphant, che oggi potete ritrovarte in Santa Clarita Diet, anch’essa disponibile su Netflix. Per chi non conoscesse Elmore Leonard, sappiate che è l’autore dei romanzi da cui sono nati i film Jackie Brown, Get Shorty, Out Of Sight; uno scrittore tra i più prolifici al mondo, dallo stile inconfondibile asciutto, ritmato, dai dialoghi fulminanti e ironici che non perdono la loro brillantezza nel riadattamento per la TV (specie se sceglierete di vederla, come consigliamo, in lingua originale sottotitolata). Perfetta unione tra western e noir, Justified è ambientata in Kentucky, nella Contea di Harlan che sembra sospesa in un passato senza tempo molto più vicino al vecchio West che alla contemporaneità: provincia profonda degli Stati Uniti devastata dalla crisi, diventa la metafora di una nuova frontiera, dove si fatica a distinguere tra vero criminali e disperati che cercano soltanto di sbarcare il lunario. Andata in onda per sei stagioni su FX e in Italia sia su Top Crime che su Mediaset, oggi la trovate integralmente su Amazon Prime.

Sempre di provincia profonda americana parla True Blood, ma a questo tema mescola il soprannaturale condendola di vampiri, streghe, lupi mannari, fate e altra varia fauna, tutta concentrata nel paesino di Bon Temps, Louisiana. Protagonista è Sookie, eroina dei romanzi del Ciclo di Sookie Stackhouse della scrittrice statunitense Charlaine Harris, incentrati su un futuro imprecisato in cui la co-esistenza tra vampiri e umani è diventata un fatto politico, dopo che i vampiri stessi hanno esplicitato la loro esistenza. Soookie è una cameriera telepate che inizia una relazione con il vampiro Bill Compton, ma questo è solo l’inizio di una storia piena di sottotrame e personaggi secondari, perennemente sopra le righe, esagerata, sexy e ironica. True Blood, nelle sue sette stagioni, ha saputo toccare picchi di divertimento e trash tutt’ora ineguagliati: è la serie che amerete sia se siete fan del fantasy, sia se amate una comicità irriverente e senza freni che sa mischiarsi con il drama, e che non teme la censura. Originariamente in onda su HBO e FOX/MTV in Italia, oggi potete ritrovarla per intero nei box set di Sky.

Ultima, ma non meno interessante è Call The Midwife, tutt’ora in onda su BBC e recuperabile su Netflix: un drama dallo spiccato stile britannico tutto al femminile, che racconta la piccole grandi storie delle ostetriche che negli anni 50 e 60 lavoravano nei quartieri popolari di West London. Una serie che si incentra tutta sul tema della maternità e della femminilità inntutte le sue sfaccettature e che pur essendo ambientato nel passato ha un ritmo e una freschezza assolutamente contemporanee. Uno show corale, che ha cambiato nel tempo tante delle sue protagoniste ma ha mantenuto intatto il suo fascino, fatto di una perfetta unione di dramma e commedia, di storie con la s minuscola e Storia con la s maiuscola. Se amate il modo di fare televisione degli inglesi, è una serie di cui vi innamorerete subito, così come vi resteranno impresse non soltanto le protagoniste, ma anche le donne che con le loro vicissitudini contribuiscono ad arricchire quello che non è soltanto l’affresco di un’epoca, ma anche un raffinato e complesso discorso sull’evoluzione della condizione femminile e i cambiamenti attraversati da una metropoli come Londra, nei decenni che seguirono la Seconda Guerra Mondiale.

Avete già deciso su che divano mettervi?
Ovviamente aspettiamo altri suggerimenti!

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