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Pyt: la nuova parola scandinava post-hygge

by Col Cavolo
pyt la nuova parola danese

Pyt è la nuova parola scandinava per affrontare la vita. Mettete da parte l’hygge, c’è una nuova moda

Ci hanno maledettamente stracciato i maroni con l’hygge per mesi per poi dirci “no, scusate, adesso tocca a pyt”.
Se fino a poco tempo fa dovevamo vivere hygge con coperte calducciose, maglioni avvolgenti, tisane inebrianti, stare a casa davanti ad un camino leggendo un buon libro, essere hygge e fare cose hygge, adesso c’è il pyt.
Che si pronucia esattamente come lo stai leggendo.

Il merito di questa scoperta va alla newsletter de Il post (l’unica newsletter giornaliera che leggo davvero insieme a The Update -che pago-)

Tornando ala nostra nuova parola scandinava: è un’esclamazione che viene usata quando c’è un problema, un sassolino che si infila nella scarpa nel momento sbagliato o qualcuno mette i bastoni tra le ruote.
Una cosa tipo “don’t worry, be happy”, ma che fa risparmiare caratteri (ah, non ci sono più gli sms da 144 caratteri?) o fiato.
Oppure una cosa tipo “ma chissenefotte, passerà/si risolverà”, detto tra noi.

In questo caso, però, pyt ce lo si dice da soli.
Tipo “pyt, è un imbecille, lo capirà”.
(no, forse non ho fatto un esempio democraticamente corretto, riprovo)
Tipo “pyt, non mangiarti le mani perchè hai preso la multa”

Non so se si è capito, ma è legato al “cose che capitano”.
Questo però non implica il fatto che ci imprigriremo (si dice?) e butteremo tutto nel pyt.
No.
Soprattutto dovete tenere un certo aplooomb quando dite “pyt” perchè è un’alternativa alla classica imprecazione per i momenti in cui succedono cose di poco conto.

Se invece preferite affidarvi all’originale potete sempre comprare il pyt-pulsante a meno di 10€.
No, non sto scherzando.
In Danimarca lo usano per insegnare ai bambini a non essere frustrati per le piccole cose che succedono.

Seguirete il filone?
Io già mi immagino una serie di pyyyyt a raffica durante il giorno, soprattutto quando la sfiga è più nera del carbone.

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