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Salone del gusto: i 10 prodotti che vorrei

by Col Cavolo

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Oggi l’articolo sarà anomalo.
Per la prima seconda volta non ci sarà una ricetta.
Vi ho parlato ieri della mia partecipazione al Salone del Gusto di Torino insieme ad altri food blogger grazie a  Pasta Garofalo, Slow Food, Gente del Fud e l’AIFB.
Vi ho anche anticipato che avremmo dovutoi scegliere 10 (soli) prodotti che ci piacerebbe trovare al Salone.
Beh, la scelta non è stata facile.
Ma ci provo.

Il bagòss di Bagolino
Ho iniziato a mangiarlo da piccola ed è sempre stato amore. Il suo gusto piccante (che varia in base alla stagionatura) e il carattere del formaggio mi hanno sempre affascinato.
Difficile da comprare da “quelli giusti”, ma una volta preso, lo si conserva come un piccolo tesoro.

Burro a latte crudo
Adoro il burro, il profumo che emana quando viene scartato.
Vederlo modellare nelle mani di una donna tanto forte, e poi diventare un panetto giallognolo con la rosa alpina impressa.
E poi adoro il profumo ed il gusto che lascia in un pan brioche semplicissimo, in cui le fette vengono cosparse solo di marmellata.
Vorrei conoscerlo meglio ancora.

Il grano saraceno della Valtellina
Lo conosco poco e solo per i pizzoccheri, uno dei miei “comfort food montani”.
Mi piacerebbe approfondire la conoscenza, e magari portarne a casa giusto qualche chilo!

Il pecorino
Si è capito, mi piacciono molto i formaggi.
Ho iniziato ad apprezzare i formaggi di latte ovino da non molto, per il semplice fatto che “non può essere possibile che un ingrediente non mi piaccia”. Ho iniziato con pecorini “delicati” e in Toscana, precisamente a Nocchi, mi sono innamorata perdutamente del Pecorino di Pienza gustato durante un aperitivo all’aperto.
Credo sia uno di quei formaggi che vanno capiti, assaporati e “riprovati” in caso la prima volta non convincano.

La razza piemontese
Altro grande amore: la carne.
Mi piace cotta, cruda, al sangue, stufata, arrosto, alla griglia, allo spiedo.
In ogni modo.
Faccio fatica a mangiare le frattaglie, ma datemi una bella bistecca, o una tagliata, o una tartare e avrete la mia stima eterna.

Pistacchio verde di Bronte
Non sono mai stata in Sicilia e me ne pento.
Ma vorrei scoprire se effettivamente il pistacchio venduto al nord sia l’originale.
E vorrei assaporarlo in ogni forma, modo e condimento.
Ecco, magari anche metterne in borsa un sacco pieno…

Gli ortaggi
Non un ortaggio in particolare, ma qualsiasi ortaggio.
Le cipolle, i pomodori (non è stagione, lo so), i peperoni, i broccoli, i cavolfiori, le carote, l’insalata.
Tutti gli ortaggi possibili ed immaginabili.
Tranne le rape rosse però, proprio non mi vanno giù.

Il culatello di Zibello
Ultimamente mangio pochi salumi.
Ma il culatello appartiene alla lista di salumi da mangiare “come se non ci fosse un domani”.
Affettato al momento, cacciato in una ciabatta croccante e crock, un bel morso e via ad assaporarlo con tutti i sensi.

L’olio
Che sia del Garda, del sud o di qualsiasi altra parte dell’Italia o del mondo.
Vorrei imparare a conoscerlo, a capirne i diversi gusti, le proprietà organolettiche e gli abbinamenti differenti.
Sul salato o sul dolce, se buono esalta il piatto.
Sempre.

La vaniglia
Tendo a comprarla al supermercato e no, non è buona.
Non molto insomma.
Voglio sentire quella vera, che profuma, che arriva direttamente dal Madagascar o da qualsiasi altra parte del mondo, in caso ce ne fossero di più buone.
Voglio portare anche lei a casa con me per dare una svolta definitiva alle preparazioni e buttare tutte quelle provette di vetro con la vaniglia scarsa.

E voi?
Cosa vorreste trovare al Salone del gusto?
Ma soprattutto, ci sarete? In caso fatemi sapere!

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